I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. S.Pertini
mercoledì 21 marzo 2012
Le mani sulle buche
La dichiarazione è altisonante: "il prossimo candidato a sindaco sarò ancora io". E ovviamente appartiene all'attuale sindaco Merolla, in un intervista pubblicata a gennaio sul mensile "Incontro". E con un mero slancio enfatico da campagna elettorale si appellava alla stessa campana che ormai sentiamo un po' troppo spesso dagli amministratori di Cisterna, riguardo l'annuncio dell'IMMINENTE ripresa dei lavori delle ormai, purtroppo, ben note buche. Ciò che più attira la nostra preoccupazione, adesso, è quel che hanno presentato i progettisti della GiSi immobiliare ad una conferenza stampa organizzata il 25 ottobre 2011, circa le soluzioni da loro proposte per la riqualificazione delle aree interessate dalle buche. Oltre i sospetti sull'effettiva possibilità di una buona fine di questo "buche-gate", se può esserci permessa una valutazione sull'estetica. ci troviamo davanti all'estenuante e sconvolgente realizzazione di progetti cubici e futuristi, che non sembrano essere in tono con il resto del paesaggio, ma che hanno una loro continuità con le altre "opere d'arte" e le numerose "licenze poetiche" degli ultimi professionisti che hanno messo le mani sulla nostra città.
lunedì 12 marzo 2012
1^ Congresso Provinciale dei Giovani Democratici
Finalmente i circoli e la federazione di Latina hanno compiuto un nuovo importante passo. I congressi di circolo e il congresso provinciale sono arrivati al loro termine.
Primo congresso perché è necessario distinguere la fondazione dei Giovani Democratici, nati con primarie... un parto travagliato. Primo perché la discussione necessaria è finalmente quella sulla politica, con una serena discussione che rischiato comunque di essere contagiata da tutto quello che combattiamo ogni giorno anche come Partito Democratico: la personificazione della politica.
Un congresso dei GD, questo, che ha visto il trionfo di chi, alla discussione su le "facce", ha preferito la discussione sui temi, sulla politica per dare la risposta più forte a chi fa antipolitica di mestiere.
Un congresso dei GD, questo, che ha visto il trionfo di chi, alla discussione su le "facce", ha preferito la discussione sui temi, sulla politica per dare la risposta più forte a chi fa antipolitica di mestiere.
Tanti i temi trattati, tante le proposte avanzate. Economia, utilizzando le parole giuste, senza lasciare la materia a chi crede se ne possa parlare con leggerezza, quindi crisi e crescita. Territorio, perché i GD lo vivono ogni giorno, perché sono i più attenti osservatori della situazione della nostra provincia e inevitabilmente ci si scontra con i gravi problemi di legalità. Società, società della conoscenza, quindi non solo scuola e università.
Tutto ciò arrivando alla conclusione di un percorso che ha visto il rinnovamento delle segreterie cittadine dei GD, in particolare Cisterna che con Lorenzo Tedeschi ha trovato un nuovo giovane alla guida del circolo, la fine quindi del mandato di Francesco Buonincontro. Nella federazione di Latina invece con l'acclamazione di Matteo Pepe si propone la continuazione di un percorso, in un territorio difficile come il nostro.
Nonostante quindi le difficoltà che ci si sono poste alla vigilia dei congressi, i GD, hanno ancora una volta dimostrato a forte voce di avere un'idea in mente, un'idea di mondo oltre che della funzione di un partito. Hanno continuato a dimostrarsi all'avanguardia per competenza e proposte nonché sulla serietà, hanno voluto dare una lezione a chi crede che i giovani siano assopiti, inutili e "bamboccioni".
Prossimamente su Stato Libero TV i contributi dei ragazzi della provincia di Latina alla discussione del congresso avvenuto l'11 marzo.
Tutto ciò arrivando alla conclusione di un percorso che ha visto il rinnovamento delle segreterie cittadine dei GD, in particolare Cisterna che con Lorenzo Tedeschi ha trovato un nuovo giovane alla guida del circolo, la fine quindi del mandato di Francesco Buonincontro. Nella federazione di Latina invece con l'acclamazione di Matteo Pepe si propone la continuazione di un percorso, in un territorio difficile come il nostro.
Nonostante quindi le difficoltà che ci si sono poste alla vigilia dei congressi, i GD, hanno ancora una volta dimostrato a forte voce di avere un'idea in mente, un'idea di mondo oltre che della funzione di un partito. Hanno continuato a dimostrarsi all'avanguardia per competenza e proposte nonché sulla serietà, hanno voluto dare una lezione a chi crede che i giovani siano assopiti, inutili e "bamboccioni".
Prossimamente su Stato Libero TV i contributi dei ragazzi della provincia di Latina alla discussione del congresso avvenuto l'11 marzo.
mercoledì 22 febbraio 2012
Democrazia del Popolo Sovrano
Democrazia diretta o democrazia rappresentativa? Da qualche tempo
leggiamo e discutiamo riguardo questo tema, sorto anche grazie al
successo dei referendum del giugno 2011 che hanno portato alla vittoria i
4 SI per l'acqua pubblica, contro il nucleare e il legittimo
impedimento. L'argomento assume importanza e viene sostenuto con nuova
forza dalla progressiva crisi del sistema dei partiti, dal
disorientamento dell'elettorato che va ad alimentare il non-voto, dalla
crisi e dalla decadenza della politica, del suo ruolo, a favore di
governi tecnici e di politici in genere che non vengono eletti dal
popolo sovrano. Gli anni della personificazione dei partiti e della
politica, le critiche legate a comportamenti "castali",
l'autoreferenzialità e molte volte l'incompetenza di chi amministra la
cosa pubblica, hanno contribuito alla nascita di un sentimento di
sfiducia verso le persone che dovrebbero rappresentare i cittadini nei
luoghi preposti al governo e all'amministrazione.
Da questi
presupposti però, non bisogna arrivare a conclusioni improvvisate,
liquidatorie e demagogiche, ma bensì ricordare che in Italia non vi può
essere alcuna democrazia al di fuori della Costituzione. Costituzione
che prevede degli importanti strumenti di democrazia diretta, come
appunto i referendum, ma anche la proposta di legge di iniziativa
popolare, le petizioni. Bisogna però ricordare che i referendum in
Italia sono stati per molto tempo un fallimento in termini di
partecipazione e di quorum, questo è stato un problema per molti versi
legato alla disinformazione e al disinteresse dell'elettorato,
specialmente quando si chiamavano tutti i cittadini ad esprimersi su
tematiche che riguardavano delle minoranze (referendum sull'estensione
dell'art. 18 anche alle imprese con meno di 15 dipendenti, referendum
sulla fecondazione assistita ecc) che la dice lunga anche sulla qualità
della democrazia, sull'opportunità che una maggioranza debba vincere
sempre su una minoranza, e ci pone degli interrogativi riguardo la
tutela delle minoranze, che è un tema conosciuto e sempre attuale nella
politica internazionale.
Appurato che senza completa e profonda
informazione non può esservi democrazia, c'è anche qualcuno un po'
troppo radicale che propone una "patente" per votare, dove ogni
cittadino dovrebbe prendere un'abilitazione al voto, se non altro
affinchè la sua disinformazione non vada a danneggiare gli altri
cittadini con una scelta di voto sbagliata. Ma accantonando questo
discutibile risvolto, vediamo che anche quando i cittadini si esprimono
inequivocabilmente con dei referendum, non sempre la loro volontà è
tenuta da conto, mentre a volte per opportunismo, si corre a sposare una
posizione per ingraziarsi l'opinione pubblica, altre volte è necessario
attuare delle misure "impopolari" per poter risolvere delle questioni
difficili. Ciò che esce da un referendum deve poi essere attuato dalla
politica; oggi ci confrontiamo anche con i confini delle direttive
europee (che proprio in materia di acqua e servizi pubblici impone delle
privatizzazioni), è chiaro che soprattutto la politica è addetta alla
risoluzione di questi meccanismi democratici.
Come Giovani
Democratici proprio l'estate scorsa abbiamo attuato una raccolta firme
per una proposta di legge di iniziativa popolare che riguardava la
normazione del lavoro giovanile, e la regolamentazione della democrazia
interna ai partiti, in attuazione dell'articolo 49 della costituzione.
Tutto vero riguardo all'anarchia che imperversa nei partiti in termini
di selezione delle cariche, gestione delle risorse economiche ecc.
Questo è un aspetto che va indubbiamente cambiato e regolamentato, in
nome della trasparenza e nella parità delle forze politiche. Il Partito
Democratico è l'unico partito italiano ad avere un bilancio certificato
da una società esterna, ad avere chiari sistemi di elezione e selezione
dei gruppi dirigenti, completa trasparenza in tutti i passaggi
democratici sostenuti da assemblee, primarie, conferenze programmatiche
ecc. Forse tutto ciò non basta e forse qualcosa, soprattutto sulle
primarie, va rivisto. Ma a partire da una proposta di legge, fino alla
discussione di direttive europee, è fondamentale e ineludibile
l'importanza di un partito.
"Tutti i cittadini hanno diritto di
associarsi liberamente in partiti..." è assurdo pensare di gestire una
complessità amministrativa, in perfetto rispetto dei principi
democratici, senza ricorrere alla formazione di partiti. C'è la
necessità di conoscenza giuridica, di specialisti ed esperti formati sul
campo, di relazioni internazionali, di conoscenza dei processi sociali,
economici, politici, ovvero di "specialisti" della politica; non
possiamo pensare di lasciare la democrazia in mano all'improvvisazione
di qualcuno, improvvisazione che tanto ha contribuito alla crisi
generale che stiamo vivendo, e che quindi porta dei danni anche in
politica. Dobbiamo ricostruire un'idea del primato della politica, di un
nuovo ruolo della politica, che sia certamente credibile, rispettabile,
incarnata da persone competenti, oneste e capaci, ma organizzata
necessariamente in partiti altrettanto chiari e trasparenti.
Dobbiamo considerare
però che molte volte quello che c'è su è lo specchio di quello che c'è
giù, che la democrazia diretta non funziona se vista in termini di
evasione fiscale, di giustizia fai da te, di "ronde" per la sicurezza
ecc. Oggi più che mai è neccessaria una visione concreta di come
affrontare la crisi, di come costruire un nuovo modello economico,
produttivo, sociale, di quale mondo vogliamo. Ed un progetto del genere
prevede perlomeno delle persone che si associno, che si organizzino e
discutano, ed ecco che nasce semplicemente e spontaneamente un partito,
con esso l'esigenza di "rappresentare" le istanze e le idee di tutti i
militanti. Non è possibile quindi eliminare o marginalizzare la
democrazia rappresentativa.
In conclusione: sempre all'interno dei
dettami costituzionali, applicare e promuovere ogni forma di
democrazia, prevedendo insieme una buona e profonda informazione dei
cittadini, riformare il sistema dei partiti partendo dall'art. 49 per
costruire un serio sistema politico che assicuri assieme alla
trasparenza anche l'onestà e la competenza dei rappresentanti del
popolo, inaugurare una nuova stagione politica che non lasci spazio
all'improvvisazione e imponga una scientificità all'approccio politico.
Il nostro obiettivo come forza politica deve essere sempre quello
dell'estensione della democrazia, in tutti gli ambiti e le sue forme
possibili, tenendo da conto la tutele delle minoranze e coinvolgendo
sempre di più i cittadini e i corpi intermedi nella discussione delle
scelte, ma costruendo un serio modello di militanza politica che
rappresenti l'alternativa che vogliamo realizzare.
F. Buonincontro
Segretario Giovani Democratici Cisterna
lunedì 6 febbraio 2012
Cisterna Appalto spa
Era
il
lontano
29
maggio
2007
quando
l’allora
sindaco
Mauro
Carturan
annunciava:
"E'
iniziato
il
percorso
dell'ultimo
quinto
di
Piazza
19
Marzo.
Oltre
all'importante
valore
di
riqualificazione
di
uno
spazio
centrale,
sia
dal
punto
di
vista
urbanistiche
che
sociale
della
città,
e
all'impulso
economico
e
commerciale
che
l'opera
potrà
dare,
ciò
che
più
conta
è
la
realizzazione
del
Cinema
Teatro
di
Cisterna.
Un
percorso
lungo,
iniziò
nel
1994,
con
l'Amministrazione
guidata
da
Tonino
Del
Giovine
e
di
cui
ero
componente,
e
durata
13
anni
soprattutto
a
causa
del
fallimento
della
società
che
aveva
acquisito
parte
dell'area".
"E' un'operazione complessa e molto ambiziosa - continua Carturan - e mi auguro che possa essere portata a termine nel più breve tempo possibile. Un progetto che si avvale di progettisti ai quali, al di là di speciose polemiche politiche, ho sempre riconosciuto la loro capacità professionale".
"E' un'operazione complessa e molto ambiziosa - continua Carturan - e mi auguro che possa essere portata a termine nel più breve tempo possibile. Un progetto che si avvale di progettisti ai quali, al di là di speciose polemiche politiche, ho sempre riconosciuto la loro capacità professionale".
“Nel
più
breve
tempo
possibile”,
si
augurava
l’ex
sindaco,
che
tutt’ora
ricopre
la
carica
di
presidente
del
consiglio
comunale
della
nostra
città;
ma
dal
momento
in
cui
sono
iniziati
i
lavori
(nella
primavera-estate
del
2007),
sono
passati
ben
5
anni
e
dei
cantieri
che
dovevano
dare
vita
ad
opere
di
interesse
pubblico
(come
un
parcheggio
nell’area
antistante
il
nuovo
palazzo
comunale
e
un
cinema-teatro
nello
spazio
dell’ex
consorzio
agrario),
sono
rimaste
ormai
solamente
le
arcinote
“buche”.
L’ansia
e
l’eccitazione
di
avere
un
cinema-teatro
nella
nostra
città
che
non
costringesse
i
ragazzi
a
dover
andare
in
altri
luoghi
per
vedere
un
buon
film
o
meglio
ancora
uno
spettacolo
teatrale;
L’ansia
e
l’eccitazione
di
avere
parcheggi
in
più
nel
centro
di
Cisterna
che
avrebbero
favorito
le
attività
commerciali
dei
negozianti
sul
corso
ed
una
migliore
vivibilità
e
viabilità
all’intero
centro
abitato;
ed
infine
la
voglia
di
poter
sfruttare
e
di
poter
vivere
all’interno
di
un
centro
cittadino
“messo
a
nuovo”
e
non
deturpato
da
cantieri
ormai
permanenti;
tutte
queste
aspettative
sono
state
deluse.
Annunci
e
comunicati
stampa
si
sono
susseguiti
in
questi
4/5
anni
per
rassicurare
i
cittadini
che
i
lavori,
seppur
con
qualche
ritardo
e
qualche
intoppo,
andavano
avanti
o
sarebbero
stati
ripresi
a
breve,
ma
tutto
questo,
ad
ora,
ancora
non
si
è
mai
verificato.
in
questo
modo,
il
consigliere
delegato
Martelli
nel
giugno
del
2010
diceva
ai
cronisti
del
Latina
Oggi:
“il
problema
sarà
presto
risolto”;
“E’
quasi
fatta”
gli
faceva
eco
il
sindaco
Merolla
dichiarando
di
seguito
l’imminente
ripresa
dei
lavori
da
parte
della
società
GISI
immobiliare,
proprio
la
stessa
impresa
che
nel
settembre
del
2008
non
proseguì
i
lavori
(anche
dopo
una
comunicazione
del
sindaco
Carturan
che
ne
intimava
la
ripresa
entro
il
30
settembre
dello
stesso
anno)
poiché
non
provvide
alla
fidejussione
da
assicurativa
a
bancaria
(
stabilito
dalla
convenzione
comunale
n°
5844
del
04
agosto
2006).
Proprio
così,
l’amministrazione
comunale
affida
di
nuovo
i
lavori,
dopo
il
fallimento
del
2008,
alla
stessa
società,
GISI
Immobiliare,
che
su
internet
non
presenta
né
un
numero
di
telefono,
né
un
e-mail,
né
un
sito
su
cui
un
qualsiasi
cittadino
possa
informarsi
o
magari
vedere
quello
che
si
dovrebbe
(il
condizionale
è
d’obbligo)
realizzare
nella
propria
città,
ma
riporta
solamente
l’indirizzo
della
loro
sede
dove
non
compare
nemmeno
una
targa
o
un
citofono
con
l’intestazione
di
questa
società.
Viene
quindi
da
riflettere:
memoria
corta
o
fiducia
incondizionata
da
parte
del
comune?
Purtroppo
tutto
ciò
si
verrà
a
scoprire
solo
con
il
passare
del
tempo…
Da
cornice
a
tutto
questo
va
collocata
la
vicenda
del
grattacielo
che
dovrebbe
sorgere
in
via
Carducci.
L’amministrazione
comunale
ha
fatto
approvare
in
pochi
minuti
quest’estate,
una
“piccola”
modifica
di
progetto
alta
trenta metri
che
dovrebbe
sorgere
proprio
affianco
al
nuovo
edificio
comunale,
sovrastando
uno
dei
monumenti
per
eccellenza
cisternesi
come
il
campanile
di
Santa
Maria
Assunta,
e
deturpando
lo
skyline
di
tutto
il
paese.
Sembrerebbe
quasi
uno
sberleffo
a
tutti
gli
effetti,
agli
anni
e
a
tutto
il
denaro
pubblico
speso
per
i
cantieri
dell’ex
cinema
Luiselli
e
dell’area
antistante
al
nuovo
comune,
a
far
capire
che
la
odierna
amministrazione
pensa
soltanto
agli
affari
e
alle
poltrone
invece
di
dedicarsi
ai
veri
problemi
della
nostra
cittadina.
Indignazione
e
preoccupazione
per
il
caso
è
stata
espressa,
oltre
che
dalle
opposizioni,
anche
dal
coordinatore
regionale
del
Lazio
di
“Libera
associazioni
nomi
e
numeri
contro
le
mafie”
Antonio
Turri,
che
mette
in
guardia
sulle
possibili
infiltrazioni
mafiose
all’interno
“dell’affare”,
dato
che
oramai
esponenti
del
clan
dei
casalesi
(e
non
solo)
sono
arrivati
da
tempo,
anche
sul
territorio
pontino.
Un
altro cantiere quindi che si andrebbe ad aggiungere alle arcinote
buche che non permettono alla città di avere un centro nel quale
poter vivere senza essere disturbati dalle recinzioni metalliche mal
coperte e danneggiate dal tempo e dall’incuria.
Oltre
lo
sgradevole
spettacolo
visivo,
i
cantieri
portano
anche
problemi
di
viabilità
e
di
spazi
su
via
Carducci,
e
sullo
stretto
“piazzale”
ricavato
di
fronte
la
biblioteca
comunale.
Qui
infatti
numerose
macchine
di
genitori
si
affollano
il
sabato
pomeriggio
per
accompagnare
i
propri
figli
o
semplicemente
al
centro
di
Cisterna
o
ad
esempio
al
catechismo,
e
talvolta
sono
costretti
a
lasciare
la
propria
macchina
in
condizioni
di
intralcio
per
il
traffico
o,
peggio
ancora,
sono
costretti
a
lasciare
per
strada
i
propri
ragazzi
poiché
i
parcheggi
non
ci
sono.
Magari
un bel parcheggio multipiano in quella buca…
Il
passaggio
vicino
l’area
dell’ex
cinema
Luiselli
non
è
da
meno;
difatti
passando
sul
Corso
della
Repubblica
in
prossimità
del
cantiere
si
può
vedere
come
ormai
il
marciapiede
vicino
l’area
del
cantiere
sia
completamente
distrutto,
crepe
e
pezzi
di
pietra
si
staccano
ogni
giorno
e
la
recinzione
in
ferro
è
diventata
oramai
uno
spazio
su
cui
affiggere
pubblicità
o
cartelli.
In
conclusione
il
messaggio
all’amministrazione
è:
gli
occhi
di
tutti
noi
non
si
sono
abituati
e
non
credo
lo
faranno
alla
visione
delle
recinzioni
di
ferro
e
delle
buche,
non
c’è
bisogno
di
nuovi
cantieri,
ma
di
finire
quelli
in
corso
d’opera,
per
dare
a
tutti
i
cisternesi
una
Cisterna
più
vivibile,
più
bella,
con
nuove
strutture
e
servizi
che
ormai
sono
diventati
necessari
e
che
farebbero
crescere
il
livello
culturale
e
il
prestigio
della
nostra
città
sul
territorio.
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