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giovedì 29 agosto 2013

Dateci Corda - Una sala prove PUBBLICA a CISTERNA


Nei prossimi mesi noi Giovani Democratici di Cisterna saremo impegnati in questa raccolta firme: "Dateci Corda", per chiedere l'impegno del Comune nell'apertura di una sala prove pubblica.

Sarebbe una grande occasione per tutte le band emergenti che hanno difficoltà a suonare in posti adatti e con la strumentazione necessaria.
Un piccolo investimento per il Comune che sicuramente farebbe molto bene alla città, soprattutto per le generazioni più giovani che potrebbero trovare nella sala prove un luogo di aggregazione e condivisione delle loro esperienze musicali e non solo.

Potete già da ora firmare online cliccando qui.

Qui inoltre potete trovare il nostro video che spiega l'iniziativa facendo intervenire i protagonisti veri di questa raccolta firme: le band emergenti cisterna.

Ecco il link:   http://www.youtube.com/watch?v=bXtkxYR41Pw&feature=c4-overview-vl&list=PL5769AC462ABF8A16

Inoltre, OGGI 29 AGOSTO ORE 21.30,  AL WINE - BAR MEDITERRANEO a Cisterna di Latina, ci sarà un'esibizione live per lanciare la raccolta firme.

Venite ad ascoltare buona musica live, e a firmare!

Insomma DATECI CORDA!


GIOVANI DEMOCRATICI CISTERNA

lunedì 3 giugno 2013

Le mani sulla città

Le mani sulla città

Oggi è uscito il secondo video di questa nostra campagna d'informazione, quindi credo sia fondamentale questo post per capire il senso generale che sta dietro a questi video e immagini che condividiamo e commentiamo sui Social Networks.

Lo facciamo perché crediamo sia necessario far capire i cittadini che dobbiamo ripensare la città e che non possiamo in nessun modo continuare con questo tipo di governo.
Tanti sono i casi che affronteremo in questi mesi che contengono tutti lo stesso messaggio quello di cambiamento della città.

Purtroppo ci siamo abituati agli scempi fatti durante questi anni di cattiva gestione della città, ci siamo abituati alle buche in pieno centro, ad un edificio storico (l'ex mulino Luiselli) lasciato a se stesso e vittima di progetti molto discutibili.
Che dire ci siamo abituati.

Quindi crediamo sia necessario rompere questo incantesimo e iniziare a progettare per la città, e creare, insieme, forze politiche e cittadini, un nuovo modello di sviluppo e di crescita del Paese.

Delle forze responsabili che si rendono conto dello stato della loro città e si mettono a lavoro per ricostruirla, e a ripensarla diversamente.

Questo è il GRANDE obiettivo che ci proponiamo con questa campagna, è una denuncia che sottintende una richiesta di collaborazione tra forze responsabili per il bene di Cisterna.

Seguiteci sul nostro canale youtube: http://www.youtube.com/user/StatoLiberoTV

E sulla nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Le-mani-sulla-citt%C3%A0-Cisterna/318242561638056








                                                                                                        Lorenzo Tedeschi, 
                                                            Segretario dei Giovani Democratici di Cisterna



martedì 14 maggio 2013

Peppino Impastato: "La mafia uccide. Il silenzio pure."



Oggi, come 35 anni fa, ancora parliamo di lui, non solo per ricordarlo nel suo coraggio e nella sua forza d'animo, ma anche e soprattutto per continuare a combattere con lui e per lui quella “macchina assassina” che toglie la vita indistintamente a suo piacimento.

Un destino segnato
Giuseppe Impastato nasce a Cinisi in una famiglia mafiosa. Suo zio, Cesare Manzella, era un boss di prima grandezza, ucciso nel 1963 in una Giulietta imbottita di tritolo; suo padre, Luigi, era stato inviato al confino durante il periodo fascista e aveva stretto un forte legame d'amicizia con un uomo che era il numero uno di Cosa nostra, Tano Badalamenti. Ma Peppino è un ribelle, va via di casa rompendo con il padre, combattendo la mafia, militando nei gruppi di Nuova Sinistra, conducendo le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati, fondando una radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Tano Badalamenti, che sarà infatti, il mandante del suo assassinio.

La morte
Peppino mostrava cosa stavano facendo al suo paese; faceva nomi e cognomi di mafiosi e politici, senza indugio, senza paura. Morto a soli trent'anni, il 9 maggio del 1978, cinque giorni prima della sua elezione a Consigliere Comunale di Cinisi, nelle liste di Democrazia Proletaria. Lo fecero letteralmente a pezzi, sui binari della ferrovia di Cinisi: lo misero sulle rotaie dopo averlo stordito, adagiarono il suo corpo su una carica di tritolo e fecero brillare l'esplosivo. Per ventitré anni provarono a cancellarne il ricordo, sotto macerie di false testimonianze e calunnie per ricostruzioni di comodo che lo volevano suicida o saltato in aria accidentalmente, maneggiando l'esplosivo. La notizia della sua morte arrivò il giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, avvenimento che pose la storia di Peppino al margine, all'ombra: l'esplosivo non fu mai esaminato, la sua autovettura mai analizzata, bastò una “lettera d'addio” a certificare l'ipotesi del suicidio. Ma non per chi l'aveva conosciuto, non per chi aveva combattuto al suo fianco, spalla a spalla per tutti quegli anni.

La verità
La travagliata vicenda fu archiviata, poi riaperta. Vennero interrogati e indagati i compagni di partito di Peppino per un “complotto”. Questi, insieme al fratello e alla madre di Peppino, non smisero neanche un attimo di lottare per la giustizia, per la verità, per non far sprofondare nell'oblio del ricordo la sua storia. Nel 1994 la verità venne a galla: l'omicidio era stato voluto da Tano Badalamenti ed eseguito da Francesco di Trapani e Nino Badalamenti. Tano, d'accordo con Luigi, il padre di Peppino, ordinò di uccidere il ragazzo, solo quando Luigi, di ritorno da un viaggio in USA, morì in un “misterioso” incidente stradale sul quale, ovviamente, non si indagò. Nel 1995 Palazzolo, il braccio destro di Badalamenti, fu il primo ad essere condannato. Felicia Bartolotta, madre di Peppino, allora aveva 85 anni. “Ora - disse - tutti sanno qual è la verità. Ora aspetto la condanna di Badalamenti e poi posso anche morire […] Anche gli insetti se lo sono mangiati mio figlio. Che ci vado a fare al cimitero? Lì non c´è. Solo un sacchetto, questo mi hanno lasciato”.

Le celebrazioni
Oltre alle manifestazioni in suo onore, in cui in tutti questi anni i suoi concittadini si sono distinti, quest'anno un'occhiata ammirevole va alla regione Lazio: i Giovani Democratici della Provincia di Latina, in concomitanza con l'anniversario della sua morte, hanno avviato dal 9 maggio una campagna per l'intitolazione di una strada a suo nome, in ogni Città dove è presente un circolo dei GD, basta firmare la petizione. Una bella idea da belle menti, giovani e militanti.

                                                                                                                                 Giorgia Pellorca


I Giovani Democratici di Cisterna, nei prossimi week-end saranno in piazza con il proprio gazebo per la raccolta firme per l'intitolazione di una strada a Peppino Impastato anche nella nostra città.

martedì 16 ottobre 2012

Noi scegliamo Bersani.


Per anni ci siamo lasciati affascinare dal mito liberista, ispiratore di democrazia e uguaglianza, lo abbiamo fatto diventare egemonia culturale, talmente forte che ha coinvolto anche le sinistre mondiali. Ha partorito la terza via Blairiana, la Neue mitte Tedesco o l’esperienza dell’Ulivo italiana.
Per anni la questione economica è stata trascurata ed è stato lasciato sempre più spazio alla potenza dei mercati finanziari, pensando che fosse giusto che si autoregolassero.
Questo spazio lasciato però ha creato un arretramento della politica a favore dell’economia, un arretramento che pesa sia sulle forze che politiche, ma soprattutto sui cittadini onesti.  
A pensare che al primo anno di Economia, ti dicono che la Politica deve organizzare l’Economia non il contrario.
Non avranno studiato bene.
Tutto questo ha portato a una crisi sistemica che ha peculiarità non solo economiche e sociali, ma anche culturali e politiche.
Le ultime due sono importanti almeno quanto le prime due, perché vogliono dire, forse con un eccesso di semplicismo,: non capire più la società e non saperla più guidare.
Analizzando l’aspetto storico di questi due paradigmi si arriva a facili conclusioni: nazionalismi e secessioni.
In Europa è a rischio la democrazia; in Grecia è entrata in parlamento una forza dichiaratamente di stampo nazista, l’Alba Dorata; in Ungheria Victor Orban sta abolendo ogni libertà; il Partito nazionalista guidato da Marine Le Pen è la terza forza politica in Francia.
Questa è una battaglia politica che non possiamo perdere, noi democratici e progressisti ci dobbiamo unire per salvaguardare il bene comune.

Nel nostro Paese le derive demagogiche e populiste stanno sempre più prendendo spazio, cavalcando malumori e slogan preoccupanti.
È una cosa che non dobbiamo permettere perché vorrebbe dire perdere una sfida fondamentale per l’Italia e l’Europa.

C’è una sfida storica davanti a noi che farà da cesura rispetto alla Seconda Repubblica, ricostruire l’Italia e dare una dimensione politica all’Europa ripartendo dalla Democrazia e dalla nostra Costituzione.
Questo Bersani e il Partito Democratico l’hanno capito e hanno raccolto questa sfida insieme a milioni d’italiani, iscritti, militanti e simpatizzanti.
Bisogna ritornare ad avere una credibilità politica che può essere formata solo partendo dall’idea che la politica sia a servizio della comunità, basta personalismi e pensare la politica come proiezione di una carriera, c’è bisogno di serietà e sobrietà.
Queste primarie saranno l’occasione per riaprire il confronto con i cittadini sui contenuti politici di una proposta e un’idea di mondo differente, che risollevi gli italiani e l’Italia.
Un’idea che muove da un’analisi profonda della realtà, che si traduce in soluzioni reali e innovative per il paese, questo è quello di cui abbiamo bisogno.
Una forza politica come la nostra deve essere in grado di guidare questi processi politici, proponendo un patto democratico con i cittadini e i corpi intermedi perché è fondamentale lo sforzo di tutti per uscire da questa condizione.
Ripensare la politica economica e lavorativa, costruire un Welfare forte, investire fortemente nella ricerca e nell’Istruzione e ripensare l’Italia in una dimensione europea, questa è l’unica via.
Crediamo che si necessario l’intervento statale e europeo per regolare il mercato e garantire maggiore trasparenza nei suoi paradigmi, così da salvaguardare le persone che vogliono investire nel nostro Paese. Eliminare definitivamente la speculazione finanziaria. Investire sul lavoro e sui lavoratori, creando un forte Welfare State, che aiuti i cittadini a ripensarsi nel mondo del lavoro, ma che al tempo stesso li tuteli. È chiaro che non abbiamo bisogno di uno Stato assistenzialista, ma uno Stato capace di fornire strumenti necessari allo sviluppo delle economie.
Ripartire dal Sud con delle serie riforme strutturali, che aiutino questa parte importantissima del Paese a risollevarsi ed esprimere tutto il suo potenziale economico e commerciale. Investire su ricerca e sviluppo perché lì è il nostro futuro e la nostra economia più grande e forte, bisogna mettere in mano ai nostri ricercatori i mezzi necessari per crearlo questo futuro, però.
Questa è l’unica via possibile, coniugando l’austerità con la crescita.
 La ricetta di sola austerità fa andare in testacoda uno Stato che non ha più possibilità di sviluppo e ripresa economica.
Tutto questo però deve avvenire in una situazione ben delineata e precisa: un’Europa unita che abbia la forza di creare un mercato del lavoro, sociale e culturale europeo.
I popoli dell’unione europea avranno davanti, così, un maggior numero di possibilità di crescita personale, ma soprattutto comunitaria.

Quindi v’invitiamo a fare attenzione a chi pone prima la propria persona e poi il suo programma politico, a chi offre ancora lo stesso pensiero economico liberista, a chi si ferma troppo sul formalismo delle cose e non va a livello sostanziale, a chi non parla di Welfare e Lavoro, a chi non fa un percorso storico e un’analisi, ma si pone ugualmente come futuro e a chi vuole che i cittadini siano ancora passivi alla politica.

Abbiamo un'unica occasione per cambiare il Paese e l’Europa e scegliere da che parte stare è fondamentale.
Noi abbiamo scelto Bersani.


                                                                                         Lorenzo Tedeschi,

                                                                          Segretario Giovani Democratici Cisterna

domenica 22 luglio 2012

Carturan non è il problema, lo siete tutti voi!

Parlando del Consiglio Comunale di ieri mattina, non possiamo far altro che dire di nuovo alla maggioranza che si deve dimettere perchè non è in grado di governare la nostra città. In merito alla sfiducia: un gesto chiaramente politico che è servito a ristabilire gli equilibri di maggioranza, Carturan non è il problema della Giunta Merolla come non lo era Rosina o Bellotto, ma il problema reale sono loro che sono degli incapaci. La votazione della sfiducia è stato poi un chiaro gesto di impotenza politica poichè il Sindaco è stato costretto a votare per raggiungere la maggioranza minima per far passare la mozione (15+1). 

Vedete tutto questo ci motiva ancora di più ad impegnarci nella nostra opera politica che faccia veramente gli interessi della città. Noi il nostro matrimonio (per citare Cicchitti) lo facciamo con le idee di rinnovamento calate in una dimensione reale della società e della sua evoluzione, proposte concrete e solide.


                                                                                        

                                                                            Lorenzo Tedeschi
                                                        Segretario dei Giovani Democratici di Cisterna

sabato 30 giugno 2012

Concorso Fotografico: " Lavoro Precario, Vite Sospese"

Noi Giovani Democratici Cisterna stiamo promuovendo un'iniziativa dei Giovani Democratici della Provincia di Latina. Di cosa si tratta? Un concorso fotografico:  LAVORO PRECARIO, VITE SOSPESE.
Noi come GD provinciali ci poniamo come obiettivo la sensibilizzazione di questo tema, tanto caro al nostro paese quanto poco tutelato.
Conosciamo tutti il periodo di crisi che stiamo passando e di come vada a discapito del lavoro e che troppo spesso per risparmiare si vada a tagliare sulla sicurezza. Questo quindi non è un semplice concorso fotografico, ma vuole essere l'inizio di una denuncia che è stata spesso lasciata nel dimenticatoio civile.


PER PARTECIPARE CONTATTATECI TRAMITE E-MAIL A:  gdcisterna@gmail.com
SCADENZA BANDO 25 LUGLIO